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Chiusaforte

 

 

Nel territorio italiano della Val Canale non erano state costruite grandi opere militari come in territorio austriaco: partendo da Pontebba, evacuata poco tempo prima dello scoppio del conflitto e quasi distrutta dalle artiglierie austriache in breve tempo, lungo il fiume Fella si incontrava la prima linea italiana poco prima dell'abitato di Dogna, mentre in corrispondenza dell'abitato, si trovava la batteria da 305mm che, assieme a quelle posizionate lungo la Val Dogna e a Sella Somdogna, aveva distrutto Fort Hensel, l'abitato di Valbruna ed il Santuario del Monte Lussari. A Chiusaforte, se si escludono i trinceramenti e le postazioni scavate nella roccia lungo le creste dei monti della valle, si trovava l'unico forte italiano della zona, che assieme a quello del Monte Festa, di Ospedaletto, Fagagna, Tricesimo e Monte Bernadia, formava la cosiddetta "Tenaglia del Tagliamento".
A Chiusaforte aveva sede anche il Comando Lavori del Genio Militare italiano e da qui partivano i rifornimenti diretti a Dogna e alle postazioni italiane della Val Raccolana, del Monte Canin e della Sella Nevea. Dalla stazione ferroviaria di Chiusaforte, l'ultima in territorio italiano prima della prima linea di Dogna, partivano i treni carichi di prigionieri dell'impero asburgico diretti ai campi di prigionia italiani.
Il forte di Chiusaforte fu costruito a partire dal 1904 e reso operativo pochi anni dopo. L'edificio si presenta su quattro piani, compreso quello della batteria corazzata. L'esterno della costruzione, dal momento che è dotato di ampie balconate, da l'impressione di un edificio da abitazione, al cui interno si trovavano delle rotaie per il trasporto delle munizioni, gli alloggiamenti per le truppe, per gli ufficiali, gli uffici, un'officina ed una centrale elettrica. All'esterno del forte si può vedere la postazione delle mitragliatrici per il fiancheggiamento del forte e una postazione per il combattimento a distanza ravvicinata dotata di feritoie. Attorno al forte, fatta eccezione per alcune trincee, non esisteva alcuna opera difensiva. 

In seguito alla rotta di Caporetto, il 29 ottobre 1917, quando contingenti di truppe italiane si ritirarono attraverso la valle del Fella, il Generale Cadorna ordinò al Gen. Tassoni di opporre una resistenza tenace fino all'ultimo uomo. Si verificarono, tuttavia delle incertezze circa l’estensione da darsi al compito assegnato e quando giunse il succitato preciso ordine di resistere era ormai troppo tardi, perché in previsione di uno sgombero imminente erano già stati distrutti i documenti per il tiro. Dopo un violento fuoco di sbarramento, il 29 ottobre la guarnigione si arrese al 30° battaglione di Feldjäger della 59^ alpina.

 

Gli armamenti:
L'armamento principale del forte era costituito da quattro cannoni da 120 G sotto una corazza del tipo "Ispettorato" che qui aveva uno spessore di soli 40 mm. (Portata con granate km.7,7 circa e con shrapnel km.6,8 circa), mentre come armamento secondario il forte era dotato di una mitragliatrice Gardner su torretta corazzata a scomparsa.

 

 

Il forte ai giorni nostri:
Il complesso del forte è facilmente raggiungibile a piedi: arrivati a Chiusaforte, si consiglia di posteggiare l'automobile nella piazzola di sosta situata tra le gallerie della vecchia ferrovia pontebbana e di proseguire quindi fino al km 182 dove si trova la strada per il forte (è facilmente riconoscibile poichè poggia su una parete della galleria ferroviaria). La strada è facilmente percorribile senza particolari equipaggiamenti, dato l'ottimo stato di conservazione in cui versa. Dopo una serie di tornanti ed un rettilineo in salita, si arriva al complesso del forte, da poco ripulito dalla vegetazione.

Il complesso del forte è grosso modo in buono stato e, fatta eccezione per l'edificio dei magazzini e di alcuni camminamenti esterni, non presenta pericoli di crolli. Oltrepassato il cancello, si giunge in un ampio cortile da cui è possibile osservare l'insieme degli edifici che costituivano quest'opera militare. L'edificio in primo piano era adibito a caserma e, come testimoniato dalle scalette e dalle intelaiature residue, più specificatamente a camerata per i soldati. Questo edificio è organizzato su due livelli: al primo piano vi è la camerata più grande, mentre al piano superiore se ne trova una più piccola e, accanto ad essa, l'alloggio per gli ufficiali. 

Nei pressi di questo edificio si trova il deposito delle munizioni allestite (come testimoniato dalla scritta posta sopra all'ingresso), da cui è possibile accedere attraverso una ripida scalinata, al complesso del forte vero e proprio: le postazioni di artiglieria. Questa costruzione, in conglomerato cementizio privo di armature di ferro (come previsto dalle tecniche costruttive dell'epoca), presenta ancora le rampe di accesso ai pozzi di artiglieria (ora murati). Accanto ad ogni postazione si trova ancora una piccola sala, nella quale molto probabilmente venivano riposte le munizioni per un loro pronto impiego. 

Collegata all' edificio della batteria corazzata si trova un camminamento coperto con postazioni di fucilieri, che percorre tutto il lato del forte rivolto verso l'abitato di Chiusaforte. Il camminamento, cosi come la batteria corazzata  è ancora in buono stato e non presenta particolari pericoli nel caso lo si voglia visitare. Ritornati nel cortile principale, siamo entrati nell'edificio attiguo al deposito munizioni allestite, notando tracce di un vecchio montacarichi, che doveva servire, molto probabilmente, al trasporto delle munizioni dalla polveriera, posta in un bunker sotterraneo e ben riparato, al complesso del forte, più esposto ai tiri nemici. Dietro l'edificio della caserma si trovano i magazzini: in questo edificio non siamo potuti entrare, dal momento che gran parte della muratura e dei soffitti erano crollati. Si sconsiglia quindi l'esplorazione di questa costruzione. Dal cortile principale, prendendo un camminamento che scende a fianco del muro di contenimento del cortile stesso, si arriva ad un ingresso che porta ad una serie di locali sotterranei ben protetti che probabilmente erano adibiti a deposito delle polveri. 

 

Le foto sottostanti testimoniano lo stato attuale del forte:


[ Chiusaforte ] Malborghetto ] Valbruna ] Monte Lussari ] Cave del Predil ]